La mia recensione di AMEN dei Baustelle

Baustelle – Amen
La mia personalissima recensione!!!
E così sia: Pezzo molto breve e strumentale, non molto intenso anche per la sua brevissima durata, ma tutto sommato discreta melodia. 6,5
Colombo: Pezzo dedicato al tenente Colombo, musicalmente non male…bella melodia e testo un po’ insipido…ma possibilmente tenderà a crescere con gli ascolti. Doppia voce come in gran parte dell’album. Ritornello ben fatto…ma c’è ancora qualcosa che non mi convince nelle metriche. Ma credo che ci farò l’abitudine. 7,5
Charlie fa surf: Primo singolo estratto dall’album, ottimo ritornello per le radio: orecchiabile e facilissimo da ricordare, un pezzo che probabilmente sentiremo canticchiare per strada da qualcuno che non ti aspetti. Il testo è una palese presa in giro dei ragazzini quindicenni iper omologati e finti alternativi che usano droghe a go go, suonano la chitarra elettrica e scaricano tonnellate di filmati porno. Tutto sommato un bel pezzo, ottima la melodia…ma per i miei gusti il testo lascia un po’ a desiderare. Penso però che nel mainstream farà la sua porca figura. 8
Il liberismo ha i giorni contati: A me sembra eccezionale sto pezzo! Il ritornello è davvero orecchiabile e secondo me ha tutte le carte in regola per uscire come secondo singolo estratto. Il testo a volte sembra un po’ banale…ma dai…stando a quella che è la musica in Italia oggi questo testo sta un centinaio di spanne sopra la media. Veramente un pezzo che merita molte attenzioni. È un altro pezzo (come Charlie fa surf) da mainstram…se va in radio sto pezzo spacca i culi. 9,5
L’aeroplano: Una traccia che al primo ascolto avevo saltato dopo pochi secondi, voce di Rachele troppo fiocca ed arrangiamenti quasi minimali…non mi ha convinto all’inizio. Poi ho riletto il testo e l’ho ascoltata con calma ed ho capito che è potenzialmente uno dei pezzi più belli del disco. Il testo è veramente ottimo, musicalmente le impressioni migliorano ascolto dopo ascolto. E poi diciamo che ha un non so chè di sanremese sto pezzo…e non sempre questo è un male!
”Sfreccia in cielo un aeroplano, io ti amo e non ti penso mai…”. 9
Baudelaire: Un pezzo che al primo ascolto mi ha entusiasmato, ma il mio giudizio si è svolto così: 1° fase: pezzo spettacolare, testo e musica spettacolari, melodia che spacca i culi. 2° fase: cazzo, è il citazionismo più esasperato mai sentito in un disco dei Baustelle, che cazzo hanno combinato?…Come diceva un’amica sembrava un pezzo scritto per far eccitare i ragazzini pseudo-alternativi. 3° fase: il pezzo cresce, magari il testo visto da un’altra ottica sembra bello, vivi la vita come se fosse una poesia…non è male come idea,dai!!! C’è da dire però che il finale strumentale è alquanto imbarazzante e tutte quelle citazioni sono esagerate secondo me! 8,5
L.: Baustelle molto sognatori e distanti un miglio dalla superficie terrestre. Un pezzo bello e che fa sognare. Rivedo il bianco candore di atmosfere sognanti e retrò… “Tracce di Laura dovunque…” bello! 8
Antropophagus: Questo come Baudelaire ha vissuto diversi gradi di giudizio. All’inizio mi è sembrato orrendo, il testo parecchio insignificante ed una melodia discreta…”Abbiamo il sushi, abbiamo il vino, spezziamo il pane la schiena al cane…” che cazzo significa?No…spiegatemi!
Poi l’ho rivalutato e adesso credo che sia uno delle “punte di diamante dell’album” anche lui è un pezzo pronto alla trasmissione nelle radio, anche se credo che le parole siano un po’ dure per quello che è il senso del pudore radiofonico in Italia. “Ci piace l’uomo, ci piace l’uomo…”. 8,5
Panico!: Tributo a Lee Hazlewood. Una canzone che non prende forma né al primo minuto né alla fine…va avanti piatta e senza sussulti. Fiacca e banale…non mi attrae più di tanto. Un pezzo di transizione senz’arte né parte. E poi Bianconi nelle parti “recitate” lascia molto a desiderare,sembra proprio essere a disagio! 6
Alfredo: Questo è un pezzo che merita commenti su commenti, ma merita soprattutto di essere ascoltato in silenzio. Parla di Alfredino Rampi che nell’81 cadde in un pozzo profondo 80 metri e ci rimise la vita, ma tutto fu freddamente ripreso e mandato in onda dalle emittenti televisive perché si pensava che la vicenda potesse concludersi rapidamente, ed invece finì nel modo peggiore.
Un pezzo da brividi, specie quando parte la seconda strofa…a me viene la pelle d’oca. 9,5
Dark room: Rachele in questo pezzo si mostra in tutta la sua bellezza/bravura. Un pezzo dai toni bossa nova, musica di Rachele (che ha fatto un ottimo lavoro) e testo di Francesco Bianconi e Francesca Genti, è bello…e posso dire che è uno dei miei preferiti. “Ciao. Che fai? Mi vuoi?…” 9,5
L’uomo del secolo: Parla di un disertore della Seconda Guerra Mondiale, nello specifico dedicata al nonno di Francesco. Musicalmente molto valida, ma c’è qualcosa che forse la rovina…diciamo che le parole e la musica non hanno un feeling particolare. Tutto sommato però è un pezzo che merita attenzioni, e forse con qualche accorgimento sarebbe potuto essere il miglior pezzo del disco. Peccato. 8,5.
La vita va: Altro pezzo cantato da Rachele. Musica e testo discreti, non eccelsi…diciamo che non fanno breccia al primo ascolto. Ah…le campane in sottofondo però sono INSOPPORTABILI!!!
Rachele e la sua voce però sono in grado di sistemare e render tutto molto più dolce e sopportabile. Mi piacciono i Baustelle anche per questo! 7
Ethiopia: Brano strumentale, molto curato e sicuramente orecchiabile. Ecco che vien fuori quella vena di compositori di colonne sonore dei Baustelle… 8
Andarsene così: Effetti live in questo pezzo, elettronica notevole ma l’arrangiamento è forse un po’ troppo “barocco” nel suo complesso…un pezzo che per certi versi ricorda “i vecchi Baustelle”…anche questo pezzo conclusivo (come Cuore di tenebra ne La Malavita) lascia uno spiraglio di luce per il futuro. Non male. 8,5
GHOST TRACK:
Spaghetti western: Una ghost track che merita veramente tantissimo, bello il testo e bellissima la musica. E poi il fischio di Alessandro Alessandroni rende tutto così magnifico e ricorda i film di Sergio Leone, solo ambientati nei nostri giorni. 9,5
No steinway: Beatrice Antolini al pianoforte da un non so chè di bello al pezzo che però essendo strumentale, almeno secondo me, non arriva a toccare dei punti altissimi di gradimento. 7
Tutto sommato è un gran bel disco, molto discontinuo sia per quanto riguarda la tipologia di canzoni presenti, sia per l’alternarsi di qualità dei singoli pezzi. È un album che sicuramente venderà tante copie e che lancerà i Baustelle nel mondo che conta, però forse qualcosina si sarebbe potuta modificare sia nella track list sia nei singoli pezzi. Diciamo che dall’album ci sono dei pezzi che sono sopra la media generale…ma altri pezzi sono veramente da rabbrividire, orrendi praticamente. Forse qualcosa si sarebbe potuta evitare e/o modificare.
Nel complesso il mio giudizio è 8,5.
Sicuramente il giudizio cambierà col tempo e con gli ascolti.
2 Febbraio, 2008 a 6:11 pm
Scusa, ma io non riesco ad ascoltare le ghost track! Come si fa?
Concordo con la recensione, per le altre tracce…
2 Febbraio, 2008 a 6:32 pm
Io sono riuscito ad ascoltarle su uno stereo normalissimo.Vai alla traccia 1 e tieni premuto il testo rewind (come se dovessi portarla indietro rapidamente senza skippare il brano) e va in negativo di circa 5 minuti e in quei 5 minuti ci sono le ghost track. Io ti dico che su una radio cd di quelle portatili da tavolo non sono riuscito a farlo,l’ho fatto su uno stere hi-fi…quelli fissi per intenderci.
Spero di esserti stato d’aiuto
2 Febbraio, 2008 a 6:49 pm
ciao..a mio avviso le migliori sono alfredo,i liberismo ha i giorni contati,l’aeroplano e charlie fa surf..comunque sono soddisfatto dell’acquisto di questo cd..molto molto carino..
3 Febbraio, 2008 a 11:35 am
Alfredo è un pezzo molto, come dire, democristiano, non mi convince troppo quel piano (non ti ricorda un altro gruppo che conosciamo entrambi, caro mio?) e alcuni pezzi dove canta Rachele li trovo, ad essere onesta, dei riempitivi per far contenta la stampa che si trova dei pezzi simil-sanremesi.
L mi sembra “I ragazzi venuti dalla spazio” 10 anni dopo
3 Febbraio, 2008 a 11:44 am
Trovo che Charlie fa surf sia un richiamo abbastanza esplicito alla canzone dei Clash Charlie don’t surf
Ciao
4 Febbraio, 2008 a 12:09 pm
Grazie della recenzione dei baustelle!
E’ senza dubbio(almeno x me) il miglior gruppo della
penisola. Se si considera poi a quanta immondizia(non mi riferisco a
quella di napoli) circola nel mercato discografico, allora siamo
quasi al miracolo.
bye Pietro
4 Febbraio, 2008 a 2:48 pm
ehy ciao… è vero in qst disco cmq si avverte lo sforzo di andare verso qualcosa di nuovo… e come pensavo il disco sarebbe risultato quantomeno ai livelli dei precedenti, anche se secondo me, i primi due sono complessivamente i più belli. cmq il liberismo ha i giorni contati è straordinaria perchè riesce, come del resto faceva già de andrè, a raccontare la tragedia di una società attraverso gli occhi di una ragazza come tutti noi… e poi quel verso: vede la fine dentro me che vendo dischi in qst modo orrendo.. nn sarà un invito implicito al peer to peer ???
5 Febbraio, 2008 a 5:36 pm
Ciao! Ottima recensione!
Per caso sai dirmi come ascoltare le due ghost track, e magari anche estrarle poi in mp3? Ascoltando il disco dal computer non vengono nemmeno visualizzate. So che si trovano prima della traccia 1, almeno così si dice. Grazie!
8 Febbraio, 2008 a 3:37 pm
Il quarto album dei baustelle lascia a bocca aperta dopo il quarto o quinto ascolto.Non è un album immediato poichè volutamente meno commerciale.Qui ci troviamo di fronte ad una controtendenza:una major come la warner lascia libero spazio e libero sfogo ad una delle più grandi,ormai,certezze della musica europea.Li amo e li seguo da tempi non sospetti…fu amore a prima vista molti anni fa al MEI di Faenza.Franceso Bianconi ha raggiunto una raffinatezza invidiabile nella composizione e la signorina Bastreghi sfoga tutta la sua innata sensualità ambigua.Cmq un voto complessivo 8/9
11 Febbraio, 2008 a 3:43 pm
Bella recensione…
Unica nota discordante il giudizio di Charlie fa Surf: a mio giudizio più che una presa in giro dei ragazzi è invece uno spaccato della società perbenista che non perdona a qualcuno il fatto di essere di parte e parzialmente indipendente. Altrimenti non si spiegano le “raddrizzate a colpi di mazza da baseball”, “le mani inchiodate” ed il ritornello molto alleluja.
Per il resto gran bell’album!
13 Febbraio, 2008 a 6:52 pm
Ciao, sono concorde su quasi tutta la recensione, l’unico appunto che c’è da fare penso che sia su Charlie fa Surf. A me non è parsa una presa in giro, penso che sia proprio il contrario! Ritrae si la condizione di molti quindicenni, ma denuncia proprio l’atteggiamento tipico che la società ha i serbo per quei ragazzi. Se poi guardi l’opera a cui si sono ispirati per la canzone (Maurizi Cattelan “Charlie don’t surf”) è davvero palese.
15 Febbraio, 2008 a 2:20 pm
Bella recensione…bravo..devo dire che i baustelle anche quest anno hanno fatto un bel gran lavoro…..sono stravolto dalla loro melodia dai testi…e poi Rachele ha una voce stupenda……Amen è un disco semplicemente favoloso e poi Antropophagus è un pezzo stupendo….Cambia la musica ma è sempre un emezione nuova sentirli….consiglio a tutti i loro fan..almeno quanto me…di acquistare il loro disco….ECCELLENTE….Grandi Baustelle….e poi Bianconi?…ma trovatemene un altro con la sua voce in ITALIA….cantanti ne avete da imparare da sti ragazzi!!!STEFANO…
20 Febbraio, 2008 a 11:56 pm
Questo disco è grandioso, nella forma e nei contenuti! sn proprio contenta d aver scoperto i Baustelle… questa si ke è musica, non ne potevo più di queste scialbe canzonette… ciao a tutti & buon ascolto!
27 Febbraio, 2008 a 5:20 pm
Complimenti per la recensione. Mi piace molto il fatto ch tu abbia dato un voto ad ogni canzone.
Un appunto su “Antropophagus”, a mio avviso il pezzo meglio riuscito del disco: la canzone rimanda al film omonimo di Joe D’Amato (uno splatter di serie B ma molto bello secondo me..scaricalo se nn l’hai visto) e gioca molto sui rimandi del film. E’ ambientata alla stazione Centrale di Milano. Descrive le giornate degli immigrati che stanno lì e vengono paragonati a zombi-cannibali (proprio come il protagonista del film), per questo dicono “Ci piace l’uomo ci piace l’uomo!” o “mangiano pezzi dei figli”. C’è un contrasto molto interessante poi con i milanesi fighetti che appunto vivono a sushi e vino e disprezzano i clandestini. La canzone in sè permette molte interpretazioni..la mia personale è quella che i Baustelle, facendo questo paragone, vogliano far riflettere su chi siano i veri cannibali, i veri zombi: sono i clandestini in stazione oppure i cittadini imborghesiti carichi di disprezzo e noncuranti di questo problema sociale dell’immigrazione?
Comunque ho fatto anchio una recensione, se vuoi passa sul mio blog e leggila..
Ciao!
NikO
5 Aprile, 2008 a 12:40 pm
Mi è bastato un solo minuto di ascolto del brano Dark room, per rimanere incantato deala bravura e dalla classe della cantante ; credo che seguirò con più attenzione questo gruppo che secondo me sarà la vera rivelazione del 2008. E’ stato solo un caso per averli ascoltati su MTV
28 Giugno, 2008 a 8:58 pm
Diciamo che dall’album ci sono dei pezzi che sono sopra la media generale…ma altri pezzi sono veramente da rabbrividire, orrendi praticamente.
…quali sarebbero queste canzoni orrende visto che hai dato come minimo 2 sufficienze e gli altri sono tutti votoni….?